Quando si pensa a Edvard Munch, il celebre pittore norvegese, la mente corre subito a capolavori intensi e drammatici come L’Urlo. Tuttavia, nella sua produzione artistica esiste anche un filone meno noto ma profondamente significativo: quello dedicato agli animali, e in particolare ai cani.
Analisi del dipinto
Tra queste opere spicca il dipinto “Cane San Bernardo nella neve”, realizzato in almeno due versioni tra il 1913 e il 1915. A prima vista può sembrare curioso che Munch abbia scelto proprio un San Bernardo, una razza originaria delle Alpi svizzere e non della Norvegia. Eppure, questa scelta rivela molto del suo modo di vedere il mondo e il rapporto tra uomo, natura e animali. Il San Bernardo è da sempre simbolo di forza, resistenza e salvezza. Utilizzato storicamente dai monaci del passo del Gran San Bernardo per soccorrere i viaggiatori dispersi nella neve, questo cane incarna valori profondi come la lealtà, il coraggio e la protezione. Munch non lo ritrae semplicemente come un animale, ma come una presenza viva e carica di significato emotivo.
Nella prima versione del dipinto, il cane appare quasi fuso con il paesaggio innevato. I colori freddi e la composizione suggeriscono silenzio, isolamento e una sorta di armonia con la natura. È un’immagine contemplativa, in cui l’animale sembra parte integrante dell’ambiente che lo circonda. Nella seconda versione, invece, il San Bernardo emerge con maggiore forza. Le pennellate diventano più energiche e il contrasto visivo più marcato: il cane non è più solo parte del paesaggio ma protagonista. Qui si percepiscono una tensione diversa, una sorta di resistenza attiva contro l’ambiente ostile. Questo passaggio tra le due versioni riflette un tratto tipico dell’arte di Munch: il passaggio da una visione contemplativa a una più espressiva e psicologica. Il paesaggio innevato non è solo un luogo fisico, ma uno spazio interiore, fatto di solitudine e introspezione. I due quadri sono conservati al Museo Munch a Oslo, Norvegia.
Considerazioni
Perché proprio un cane? La risposta è semplice e profondamente umana: Munch amava gli animali. I cani, in particolare, erano presenze importanti nella sua vita quotidiana. Li osservava, li conosceva, li sentiva vicini. Nei suoi dipinti, diventano simboli di compagnia, fedeltà e resistenza emotiva. In questo senso, il “Cane San Bernardo nella neve” non è solo un’opera d’arte, ma anche una riflessione sul legame tra esseri viventi. In un mondo spesso freddo e distante, l’animale rappresenta una presenza autentica, capace di offrire conforto e forza.
Per chi ama gli animali e soprattutto i cani – e per chi s’impegna ogni giorno per proteggerli – questo dipinto assume un valore ancora più profondo. Ci ricorda che gli animali non sono solo parte del nostro mondo, ma anche compagni di viaggio nelle nostre esperienze più difficili. In fondo, proprio come il San Bernardo nella neve, anche loro sono presenze silenziose ma fondamentali: capaci di resistere, di accompagnare e, talvolta, di salvarci.
CREDITI IMMAGINI: Copertina Wikipedia e foto ritratto Wikipedia














