Il film Quattro bassotti per un danese (titolo originale The Ugly Dachshund, 1966) è una commedia Disney leggera e divertente che gioca sul contrasto tra razze canine, caratteri umani e dinamiche familiari. La storia ruota attorno a una coppia, Mark e Fran Garrison, proprietaria di quattro vivacissimi – e certamente combina guai – bassotti.
Trama del film

Fran e Mark Garrison, una giovane coppia, hanno una bassotta. Durante il travaglio della cagnolina, la portano dal veterinario per partorire. Il veterinario propone a Mark di adottare un cucciolo di cane danese scartato dalla madre per mancanza di latte, almeno per il periodo dello svezzamento. Fran, molto legata alla sua cagnolina e ai suoi quattro cuccioli bassotti, non è per niente convinta della decisione, temendo che il nuovo arrivato sconvolga gli equilibri della casa. Così, mentre Brutus l’alano cresce credendosi un bassotto (e tentando di comportarsi come tale, con esiti esilaranti), i piccoli bassotti continuano a combinare danni, lasciando che le colpe ricadano sempre sul gigante buono. Il malinteso diventa il motore di una serie di equivoci spassosi che culminano in una gara canina dove Brutus avrà finalmente l’occasione di dimostrare il suo valore.
Questo film non incontrò i favori della critica quando uscì nel 1966. Fu bollato come un film dalla storia esile e prevedibile, ma questo non ci importa oggi nel 21° secolo. La bellezza di questo vecchio film è il messaggio positivo che trasmette agli spettatori odierni e agli amanti degli animali.
Considerazioni
Il film trasmette un messaggio semplice e autentico: ogni cane è unico e merita di essere accolto per ciò che è, non per come vorremmo che fosse. Brutus, che tenta di imitare i bassotti per sentirsi parte della famiglia, ricorda agli spettatori che gli animali hanno un proprio carattere, una propria identità e una propria dignità.
Per chi ama i cani, Quattro bassotti per un danese, è un film che invita alla tolleranza, alla pazienza e alla capacità di vedere oltre le apparenze. La casa dei Garrison diventa metafora di una famiglia ampliata, dove c’è spazio per differenze di taglia, temperamento ed energia: ciò che conta davvero è l’affetto reciproco e il desiderio di vivere insieme, imparando gli uni dagli altri. In definitiva, il film resta un piccolo classico Disney che fa sorridere e scalda il cuore, ricordando che la convivenza con i cani è un’avventura imprevedibile, caotica e bellissima.
CREDITI IMMAGINI: Foto di Ilona Ilyés e Martin Tajmr da Pixabay
Note: “L’alano tedesco talora chiamato anche danese o gran danese, è una razza canina molossoide, di taglia gigante ritenuta tradizionalmente aristocratica ed elegante. È inoltre dotato di un’ottima capacità di apprendimento e intelligenza”.
Citato da Wikipedia alla voce Alano.













