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A volte basta un gatto: la delicatezza che cura l’anima

Articolo a cura di Rosa Maria Garofalo

Un viaggio tra le pagine del romanzo di Saki Murayama, dove il felino si fa presenza salvifica e guida emotiva. Nata nella prefettura di Nagasaki nel 1964, Saki Murayama è una delle voci più dolci e apprezzate della narrativa contemporanea giapponese, inserita a pieno titolo nel genere dell’healing fiction.

Breve trama del romanzo

Nota per la sua profonda sensibilità nel tratteggiare la fragilità umana, l’autrice costruisce racconti in cui l’empatia, il rispetto per la natura e il profondo legame con gli animali diventano strumenti indispensabili per ritrovare l’armonia interiore.

Sfondo della vicenda del suo romanzo A volte basta un gatto sono i grandi magazzini Mitsuboshi, uno storico ed elegante edificio dall’atmosfera nostalgica. Tra le sue corsie s’incrociano le esistenze di donne e uomini smarriti o feriti: un’illustratrice in cerca d’ispirazione, un commesso insicuro e un padre smarrito. A fare da filo conduttore a queste vite è la presenza discreta e quasi leggendaria di un gatto bianco con la coda corta. La voce popolare narra che incontrarlo tra gli scaffali porti alla realizzazione di un desiderio profondo e offra la chiave per superare i propri momenti più complessi.

Che cosa e’ l’healing fiction

L’healing fiction (letteralmente narrativa di guarigione) è un genere letterario nato in Giappone e in Corea dl Sud che sta conquistando i lettori di tutto il mondo. A differenza delle storie tradizionali basate su grandi colpi di scena, conflitti drammatici o ritmi incalzanti, i romanzi di healing fiction offrono una pausa di calma e rifugio. Al centro di queste vicende ci sono persone comuni che affrontano piccoli e grandi drammi della vita quotidiana. La guarigione non avviene mai attraverso miracoli o eventi clamorosi, ma si sviluppa gradualmente grazie a luoghi accoglienti come librerie di quartiere, caffetterie o grandi magazzini. In questi luoghi l’ascolto reciproco, una tazza di tè e il valore della gentilezza senza fretta tra le persone, fa parte di quei piccoli gesti quotidiani che rallegrano la giornata. Una delle cose che caratterizza questa forma di narrativa è la presenza e il legame con gli animali. Presenze discrete e mai giudicanti che aiutano gli esseri umani a riscoprire la bellezza del presente e a sciogliere i propri nodi interiori.

Considerazioni

 Per tutti gli amanti dei felini, l’opera di Saki Murayama offre una riflessione intima sul valore autentico della compagnia animale. Senza bisogno di parole, il gatto del romanzo dimostra come la semplice vicinanza silenziosa di un felino riesca ad abbassare le difese emotive dell’uomo, offrendo una cura profonda contro la solitudine. La sua figura invita a rallentare, ad abbandonare le frenesie quotidiane e a riscoprire la bellezza dei piccoli dettagli. Amare e rispettare un gatto insegna il valore dell’ascolto e della pazienza, trasformando la presenza felina in un vero e proprio ponte d’affetto tra le anime.
In definitiva, A volte basta un gatto si rivela una lettura preziosa: una narrazione essenziale ma ricca di calore, capace di ricordare a ciascuno di noi quanto la gentilezza verso i nostri amici a quattro zampe possa risanare anche i cuori più affaticati.


CREDITI IMMAGINI: Immagine di copertina generata con AI, A volte basta un gatto, Saki Murayama, Garzanti Editore